Da cosa dipendono i tuoi suggerimenti
La tecnica suggerita e la durata suggerita non sono fisse. Le tue risposte iniziali, le tue sessioni passate, il momento della giornata e i punti in cui tutto questo si incrocia.
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Due persone che aprono l’app non vedono la stessa schermata. Sia l’ordine delle tecniche sia l’intervallo di durata segnato sul cursore sono costruiti per la persona. Ecco cosa viene guardato.
La durata suggerita è un intervallo, non un numero
La fascia illuminata sopra il cursore vuol dire «per questa sessione, il tuo intervallo è qui». Il centro dell’intervallo parte da una durata di base e si sposta con sette fattori distinti.
La larghezza dell’intervallo dipende dal cursore: in una tecnica che può arrivare a venti minuti la fascia non è stretta come in una che finisce a cinque.
La durata di base. Non conta solo la durata che hai dato nel questionario iniziale. Lì puoi scegliere 1, 3, 5 o 10 minuti, oppure 15 minuti e più. Questa durata viene considerata insieme alla durata delle tue ultime sessioni in quella tecnica e alla durata abituale della tecnica. In una tecnica che si pratica in sessioni lunghe, come la respirazione coerente, la durata abituale è più lunga. In una che si tiene breve, come il 4-7-8, è più corta. Più sessioni fai in quella tecnica, più contano le tue sessioni e meno la durata che hai dato.
In alcune tecniche, invece, la durata di base viene dalla durata applicata negli studi: ventisette cicli nel respiro dalla narice sinistra e destra, per esempio. Il motivo: in queste tecniche, scendere sotto la dose non è «farne un po’ meno», è non fare la cosa che è stata misurata.
L’esperienza. Per chi comincia l’intervallo si accorcia; per chi ha esperienza si allunga.
Il rendimento generale e quello recente. Se le tue ultime sessioni sono andate bene l’intervallo si allunga; se hai faticato si accorcia. Le sessioni recenti contano di più.
Il rendimento nella stessa tecnica. Il rendimento generale e il rendimento in quella tecnica sono tenuti separati. La stessa persona può finire la coerente con comodità e abbandonare il 4-7-8.
Il tasso di completamento. Le sessioni che abbandoni accorciano l’intervallo. Una sessione corta portata a termine batte una lunga abbandonata.
Il momento della giornata. Tardi nella giornata l’intervallo si accorcia: una sessione di dieci minuti a mezzanotte non è realistica.
La serie. Per chi è su una serie in corso, l’intervallo si allunga un po’.
Se c’è un programma in corso, niente di tutto questo si applica: la durata diventa la durata quotidiana del programma ed è bloccata.
L’ordine delle tecniche
Nemmeno l’ordine delle schede è fisso.
Il tuo obiettivo è ciò che determina di più: calma, concentrazione, sonno, energia o «sto solo provando». Il momento della giornata si somma sopra: il respiro energizzante sale la mattina e scende la notte.
Le tecniche sono divise in livelli: in cima la più consigliata (la scheda con il bollino «Consigliata per te»), poi le altre consigliate (con il bollino «Suggerimento»), poi tutte le altre. La tecnica più consigliata sta sempre in testa alle consigliate.
Una tecnica con un avviso non viene consigliata. Una tecnica poco adatta alla notte, o su cui le note di salute o l’età mettono un avviso, non diventa né «la più consigliata» né «consigliata». Anche se il tuo obiettivo è l’energia, di notte il respiro energizzante non viene consigliato. Queste tecniche restano nel selettore e si possono scegliere, con i loro avvisi.
Quando obiettivo e ora si contraddicono. Se vuoi energia, nel tardo pomeriggio le tecniche stimolanti restano consigliate ma scendono in fondo alle consigliate. Se vuoi dormire, la mattina lo stesso succede alle tecniche per il sonno.
Poi entra in gioco quello che hai già fatto oggi. Una tecnica fatta oggi scende di un livello: se hai fatto la tecnica «più consigliata», riaprendo il selettore quel giorno la trovi con il bollino «Suggerimento». Una tecnica che hai fatto spesso nelle ultime due settimane scende un po’, e una che hai trascurato sale un po’.
Anche la difficoltà della tecnica rispetto alla tua esperienza, il tuo punteggio in essa e il tuo tasso di completamento alimentano l’ordine. Se hai un programma in corso e non hai fatto la sessione del giorno, la tecnica del programma va in cima.
Dove le tue risposte si cambiano a vicenda
Le risposte del questionario non agiscono una per una: si incrociano.
Età × esperienza. La prima sessione di una tecnica arriva addolcita: nel 4-7-8 la pausa è di quattro secondi invece che sette; nel Kapalabhati, una sola serie lenta. Chi dice «ho esperienza» non riceve questo, e la tecnica arriva intera fin dalla prima volta. Ma l’età ritira quell’esenzione: chi ha più di sessantacinque anni comincia con una prima sessione dolce anche se ha esperienza.
Età × interfaccia. Sopra i sessantacinque anni, il livello di interfaccia suggerito è Semplice.
Età × obiettivo. Per chi ha più di sessantacinque anni e dice «per l’energia», la tecnica che si sblocca non è il respiro energizzante ma la narice destra. L’obiettivo resta lo stesso; cambia la tecnica che lo serve.
Salute × obiettivo. La stessa logica vale per le note di salute. A chi segnala una malattia cardiaca e dice «per l’energia» non si sblocca il respiro energizzante, ma un’altra tecnica adatta alle sue note di salute.
Il tuo livello di esperienza fissa quante sessioni chiedono i blocchi, e il punteggio del tuo esercizio introduttivo lo alza o lo abbassa. Quindi le risposte che hai dato il primo giorno influenzano ancora, mesi dopo, quale tecnica si apre e quando.
Tutto questo resta a te
Nessuna delle risposte del questionario ci viene inviata. Età, note di salute, obiettivo, esperienza: tutto resta a te e serve solo ad alimentare questi calcoli. Se hai più dispositivi, si sincronizza con loro solo attraverso il tuo account iCloud. Puoi cambiarle nelle Impostazioni quando vuoi.