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TECNICHE

Il respiro dell’ape

Bocca chiusa, dodici secondi di «mmm». In questa tecnica il microfono non cerca un respiro discreto, cerca una vibrazione.

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Guarda il ritmo 4 · 12

La barra è un ciclo intero; il segno mostra dove sei. Senza suono.

Inspira dal naso per quattro secondi. Chiudi le labbra, con i denti leggermente staccati. Espira lungo dodici secondi con un suono «mmm», come un’ape che ronza.

Il suo nome sanscrito è Bhramari, che vuol dire «ape».

A cosa serve

Ha due facce.

La faccia meccanica. Il ronzio allunga e leviga l’espirazione da solo. Un’espirazione di dodici secondi è difficile da fare in silenzio e facile da fare con un suono: il suono tiene da sé regolare il flusso dell’espirazione.

La faccia vibratoria. Il ronzio crea vibrazione nelle cavità nasali e facciali. È stato misurato che quella vibrazione aumenta il rilascio di ossido nitrico nella cavità nasale. Il ruolo dell’ossido nitrico nelle vie aeree e nella circolazione è noto, ma cosa significhi nella vita quotidiana l’aumento prodotto dal ronzio resta poco chiaro.

Quindi «ronzare alza l’ossido nitrico» è una frase corretta, «il respiro dell’ape rafforza il sistema immunitario» non lo è.

Come si fa

Siediti comodo. Inspira dal naso per quattro secondi.

Chiudi le labbra, stacca leggermente i denti, rilassa la mascella.

Espira dal naso lungo dodici secondi con un suono «mmm». Tieni il suono morbido e di un pezzo solo. Non serve che sia forte; basta che sia continuo.

Se ti tappi leggermente le orecchie con le dita, la vibrazione arriva più forte.

Errori frequenti

Lasciare che il suono si spezzi. Deve essere di un pezzo solo e a volume regolare. Un suono spezzato taglia l’espirazione e abbassa la misura.

Stringere la gola. Il suono deve venire dalla vibrazione nel naso, non dal forzare la laringe. Se la gola si stanca, stai spingendo troppo.

Voler continuare quando il respiro è finito. Quando l’aria è finita, chiudi il suono e fai un’inspirazione tranquilla.

Come lo misura l’app

In questa tecnica il microfono non guarda solo il livello del suono, ma anche la sua qualità. Lo stesso vale per il respiro dell’oceano e il respiro rinfrescante.

Un ronzio è un suono continuo e grave, mentre il suono del respiro è un fruscio irregolare. L’app misura quanta parte dell’espirazione è fatta di quel suono continuo e mostra nel rapporto una componente «ronzio» a parte. Anche l’aria soffiata dalla bocca fa un rombo grave, ma quel suono viene dall’aria che colpisce il microfono e l’app non lo conta come ronzio. In questa tecnica gran parte del punteggio viene dal ronzio. Anche il ritmo, le espirazioni e l’inspirazione vengono misurati a parte.

Per questo un’espirazione senza ronzio non prende il punteggio pieno in questa tecnica: se soffi l’aria, l’espirazione viene contata, ma il punteggio del ronzio scende. Se durante la sessione il ronzio non viene sentito, sullo schermo compare una breve nota che te lo dice.

Chi deve fare attenzione

Se hai un’otite o un problema al timpano, salta la parte in cui ti tappi le orecchie. Nessun altro rischio noto.

Fonte

  • Weitzberg e Lundberg (2002), American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine — l’ossido nitrico nella cavità nasale si moltiplica per quindici durante il ronzio. PubMed

Come valutiamo queste fonti e che cosa evitiamo di proposito di affermare: Come leggiamo le prove.

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