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TECNICHE

Respirazione quadrata

Quattro passaggi uguali: inspira, trattieni, espira, aspetta. Quattro respiri al minuto. La tecnica più insegnata nell’addestramento militare e nei servizi di emergenza.

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Quattro secondi inspirando, quattro di pausa, quattro espirando, quattro aspettando. Poi si ricomincia.

Quattro lati uguali. Il nome viene dalla forma: disegnala su un foglio e ottieni un quadrato.

A cosa serve

Le due pause portano il respiro a quattro al minuto. È meno della metà del ritmo a riposo di una persona tranquilla. La lentezza è già di per sé un segnale per il corpo: chi respira a questo ritmo non sta correndo e non è inseguito.

Il suo secondo compito, forse il più importante, riguarda l’attenzione. Devi contare tutti e quattro i passaggi e non puoi lasciartene sfuggire nessuno. Non resta nessuna fessura in cui la mente possa andarsene.

Questa tecnica è molto insegnata nell’addestramento militare e nei servizi di emergenza. Il motivo non è una fisiologia complicata ma la sua semplicità: facile da contare, si può fare in piedi, non serve niente.

A che punto sono le prove

Ci sono pochi studi controllati fatti direttamente sulla respirazione quadrata. Il confronto migliore di cui disponiamo è lo studio del 2023 descritto nell’articolo sul sospiro fisiologico: la respirazione quadrata era lì uno dei bracci di pratica per un mese e ha mostrato un miglioramento nelle misure dell’umore — dietro al sospiro, ma davanti al suo punto di partenza.

Gli effetti generali della respirazione lenta valgono anche per questa tecnica. Ciò che va oltre — «azzera lo stress», «raddoppia la concentrazione» — non viene dagli studi.

Come si fa

Siediti con la schiena dritta, i piedi a terra. Inspira dal naso per quattro secondi lasciando salire la pancia.

Trattieni quattro secondi. Non chiudere la gola, ferma soltanto il respiro.

Espira dal naso per quattro secondi, senza soffiare, con calma e in modo regolare.

Aspetta quattro secondi a polmoni vuoti. È il passaggio più difficile. Se aspettare è scomodo, accorcia la durata.

Errori frequenti

Alzare le spalle inspirando. Il respiro deve andare nella pancia, non nel petto. Metti una mano sulla pancia: sia lei a salire.

Chiudere la gola durante la pausa. Chiudere le vie aeree crea pressione e rende la pausa più difficile. Ferma soltanto il respiro.

Faticare sulla seconda pausa. Aspettare a polmoni vuoti è difficile per la maggior parte delle persone. Se fai fatica, lavora prima la respirazione triangolare: lì quella seconda pausa non c’è.

Come la misura l’app

Ci sono due finestre di pausa distinte e vengono misurate entrambe separatamente. Nel rapporto compare come pulizia delle pause: in quanti cicli non è uscita aria.

La perdita più frequente è quella della pausa a vuoto: un po’ d’aria che esce quando l’espirazione non è finita. Di solito viene dall’aver finito l’espirazione troppo presto invece di distribuirla sui quattro secondi.

Chi deve fare attenzione

Se ti gira la testa durante una pausa, saltala. Le pause lunghe possono essere scomode per chi ha problemi di pressione; accorciare la durata o scegliere una tecnica senza pause è meglio.

Fonte

  • Balban e coll. (2023), Cell Reports Medicine — lo studio comparativo in cui la respirazione quadrata era uno dei bracci. Testo integrale

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